Benvenuti nella galleria fotografica dell'Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Bergamo "1919 - 1939, un ventennio a Bergamo e nel suo territorio"

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1910 Pastorello Ritratto

1910-Pastorello.jpg Miniature1933 Pastorello 01R Segretariato alcolismoMiniature1933 Pastorello 01R Segretariato alcolismoMiniature1933 Pastorello 01R Segretariato alcolismoMiniature1933 Pastorello 01R Segretariato alcolismoMiniature1933 Pastorello 01R Segretariato alcolismoMiniature1933 Pastorello 01R Segretariato alcolismoMiniature1933 Pastorello 01R Segretariato alcolismo

Domenico Pastorello (Padova 1887 - Fos sur Mer 1981) Ingegnere, socialista, inizia giovanissimo la sua campagna contro l’abuso di alcool nelle classi operaie, con conferenze a Padova e a Milano, dove partecipa nel 1913 al Congresso Internazionale contro l’alcoolismo. Chiamato sotto le armi nel 1915, raggiunge il grado di tenente di complemento nel Genio Minatori. Passa quindi alla squadriglia “Serenissima” dell’aeronautica, la stessa con la quale Gabriele D'Annunzio vola il 19 agosto del 1918 su Vienna, compiendo una sessantina di missioni sul fronte del Piave e guadagnandosi tre medaglie al valor militare come “pilota di eccezionale ardimento”. Abbattuto durante un bombardamento presso Motta di Livenza, a metà ottobre del 1918, riesce miracolosamente a salvarsi.
Alla fine della guerra costituisce un Segretariato Nazionale contro l'alcolismo e fa la propaganda sovversiva, con speciale tendenza antimilitarista, oltre a coltivare appassionatamente lo studio dell'esperanto.
Perseguitato dal regime mussoliniano, nel 1933 impianta a Pellestrina una fabbrica di arelle, con una ventina di operaie, devastata poco tempo dopo dai fascisti. Nel 1937, dopo l’ennesimo episodio di violenza (un tentato omicidio nei confronti suoi e della moglie), decide di emigrare clandestinamente in Yugoslavia, a Sebenico e Zagabria dove collabora al giornale antifascista «Hrvatski Dnevnik» («La Voce degli Italiani»). Nel giugno 1938 si stabilisce a Fos-sur-Mer, nel sud della Francia,. Nel secondo dopoguerra collabora alla stampa anarchica e anticlericale di lingua italiana, distinguendosi per la sua varia ed estesa cultura, che gli consente di spaziare dai temi storici e letterari a quelli prettamente politici e sociali. Fanno scalpore le sue prese di posizione, in tema di morale, psicologia, sessualità. Dal 1949 intraprende una intensa attività editoriale e pubblicistica fino alla morte il 20 dicembre 1976 a Fos-sur-Mer. (fonte: Collezioni Digitali, Biblioteca Franco Serantini)